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L'ARTEMISINA E I SUOI DERIVATI NEL TRATTAMENTO DELLA MALARIA
Sono tre i motivi principali per cui la malaria è una malattia difficile da trattare.
1)  Non si è ancora riusciti a eradicare dal territorio dei paesi dove la malattia è endemica la zanzara anofele, vettore della malaria.
2)  A tutt'oggi manca un vaccino per immunizzare la popolazione.
3)  Il Plasmodium Falciparum, agente della forma più grave di malaria, presenta una crescente resistenza ai farmaci piò comunemente usati nei paesi in via di sviluppo per il loro basso costo.
La diffusione di ceppi di Plasmodium Falciparum caratterizzati da multiresistenza potrebbe portare ad un considerevole aumento della mortalità legata alla malattia.
Questa previsione suggerisce la necessità di avere a disposizione nuovi farmaci antimalarici, dotati di elevata efficacia, scarsa tossicità e a costo contenuto.
L'artemisina e i suoi derivati sembrano una classe di antimalarici nuova che soddisfa questi requisiti.

L'efficacia dei derivati dell'artemisina nella cura della malaria
L'artemisina è il principio antimalarico isolato dagli scienziati cinesi nel 1972 dalle foglie della Artemisia Annua, un arbusto usato da molti secoli nella medicina tradizionale cinese per il trattamento della febbre e della malaria.
I primi studi fatti in Cina nel 1972 hanno mostrato un'eccellente azione contro il Plasmodium Falciparum.
L'artemisina rimuove velocemente i parassiti, elimina rapidamente i sintomi associati alla malaria, può ridurre potenzialmente la trasmissione dell'infezione, previene il procedere verso la malaria cerebrale, è efficace in aree con resistenza ai farmaci e ha una buona tollerabilità.

Efficacia e innocuità riconosciute
I derivati dell'artemisina (Artesunato o Arthemeter) hanno un'azione più rapida e sono da 5 a 10 volte più efficaci degli altri antimalarici.
Paragonati al chinino nel trattamento della malaria severa, i derivati dell'artemisina hanno ottenuto:
- un abbassamento più rapido della febbre
- una minore mortalità dei malati
- una sparizione più rapida dei parassiti
I derivati dell'artemisina rimangono presenti nel corpo solo per brevi periodi di tempo, caratteristica che rende minimo il rischio di apparizione di resistenza al farmaco.
Intervengono sui gametociti (la forma sessuata del parassita, responsabile della trasmissione): riducendone il numero, possono diminuire la trasmissione del parassita. Tale diminuzione, in periodo epidemico, potrebbe "interrompere" la propagazione della malattia e diminuire la trasmissione della resistenza.
In generale i derivati dell'artemisinina non hanno effetti collaterali, ma non sono raccomandati alle donne nei primi tre mesi di gravidanza.

Utilizzo delle combinazioni terapeutiche
Oggi la soluzione terapeutica più efficace nella cura della malaria è una combinazione che associa un derivato dell'artemisinina e un antimalarico classico ancora efficace (clorochina, Fansidar o amodiachina), la cui scelta dipenderà dal livello di resistenza esistente.
Tale combinazione può produrre diversi vantaggi: il derivato dell'artemisina permette di eliminare rapidamente un numero significativo di parassiti, tra i quali i parassiti resistenti. Il secondo antimalarico, la cui azione è più lunga, elimina poi la debole parassitemia restante. Associando due molecole i cui meccanismi di resistenza sono diversi, si diminuisce ulteriormente il rischio di comparsa di una resistenza.

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 I RISCHI
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