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DIFFUSIONE GEOGRAFICA
DELLA MALARIA
Due miliardi e 400 milioni di persone (il 40% della popolazione mondiale)
sono esposti al rischio della Malaria.
Ogni anno la malaria colpisce da 300 a 500 milioni di persone ed è
endemica in oltre 100 paesi.
Ogni anno muoiono di malaria oltre 2 milioni di persone, soprattutto
bambini sotto i 5 anni e donne incinte.
La malaria uccide un bambino ogni 30 secondi.
Il 90% dei casi si registra nell'Africa sub sahariana, dove la malattia
è la prima causa di morte.
La situazione è destinata ad aggravarsi per l'aumento della
resistenza ai farmaci più comunemente usati per il trattamento
IL 40% DELLA POPOLAZIONE MONDIALE
È ESPOSTO AL RISCHIO MALARIA
La malaria è tipica delle zone tropicali, ma solo 60 anni fa
era presente anche in regioni più temperate come l'Europa meridionale,
il Nord Africa, l'Asia orientale egli Stati Uniti sudorientali. Benché
l'estensione geografica dell'infezione si sia ridotta, attualmente,
più del 40% della popolazione mondiale vive in aree dove il
parassita si può trasmettere facilmente. Altrove la popolazione
è a rischio in occasionali epidemie aeroportuali cioè
quando si verificano infezioni provocate da zanzare arrivate con voli
internazionali e che hanno contagiato le popolazioni residenti nelle
vicinanze degli aeroporti. Per ragioni ecologiche, demografiche e
climatiche l'Africa subsahariana ospita circa il 90% di tutti malati
e i morti di malaria. Qui sono presenti le zanzare meglio adattate
al sangue umano. In Africa subsahariana ogni anno si contano circa
600.000 casi di bambini colpiti di malaria cerebrale (una pesante
infezione del cervello che uccide in un caso su cinque). Nel '95 solo
in questa zona, inoltre hanno contratto una severa anemia indotta
dalla malaria 400.000 donne incinte.
In Africa il tipico malato di malaria vive nelle aree dove si registra
il maggior numero annuale di nuovi casi, viene indebolito, reso disabile
e talvolta perfino ucciso dal parassita, e nel corso della sua esistenza
soffre di continue ricadute.
PREVALENZA DELLA MALARIA

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Aree senza malaria |
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Aree in cui la malaria è
stata in gran parte debellata |
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Aree ad alta presenza di malaria
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In gran parte dell'Asia e delle Americhe, invece i fattori ambientali,
le caratteristiche delle popolazioni umane l'andamento della malattia
assume un comportamento differente, in queste zone la malaria colpisce
persone di ogni età, ma raramente uccide.
La malaria in Asia e nelle Americhe in rapporto
alla malaria in Africa
| Caratteristiche |
Asia e Americhe |
Africa |
| Rischio di infezione |
Molto basso |
Molto alto |
| Immunità acquisita |
No |
Sì |
| Decessi a seguito dell'infezione |
Molti |
Pochi, grazie all'immunità |
| Popolazione a rischio di morte |
Tutte le età |
Neonati, bambini e donne durante la prima parte della gravidanza |
| Controllo dei vettori |
Efficace |
Non applicato diffusamente |
| Fonte. J. Kevin Baird, "Resurgent
Malaria at the Millennium", Drugs, aprile 2000. |
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NEGLI ULTIMI ANNI LA MALARIA STA RIGUADAGNANDO
TERRENO
Benché dalla metà del XX secolo l'area geografica dell'infezione
sia diminuita in modo sostanziale, nel giro di pochi decenni ha riguadagnato
terreno sotto vari aspetti: infatti ormai i parassiti sono resistenti
alla maggior parte dei farmaci antimalarici, il che rende i trattamenti
di cura più complessi e costosi. Inoltre le guerre, la povertà
e i conflitti civili impediscono ai governi di attuare le misure preventive
e curative. Questa malattia infatti colpisce le popolazioni povere
che vivono in condizioni ambientali che favoriscono la ripopolazione
del parassita. Ad esempio l'irrigazione, la costruzione di dighe e
il disboscamento sono fattori che aumentano la probabilità
che la malaria si diffonda. Le più elementari misure di igiene
e la penuria di medicinali nelle zone devastate dalle guerre, come
l'Afganistan e la Sierra Leone, e la sospensione della copertura sanitaria,
come è accaduto in Corea del Nord, Corea del Sud e Tagikistan,
hanno promosso l'espansione della malattia. Anche se la malaria viene
considerata una malattia prevalentemente rurale, le persone che abitano
nelle città tropicali in forte espansione non sono esenti da
rischi, soprattutto considerando che alcune zanzare mostrano segni
di buon adattamento all'ambiente urbano. A complicare le cose, l'instabilità
climatica potrebbe favorire la sopravvivenza di zanzare e parassiti
malarici in zone da anni escluse dal problema. Alcuni esperti ad esempio
prevedono, ad esempio che a causa dei cambiamenti climatici entro
il 2005 la malaria tornerà nelle zone meridionali degli stati
Uniti e del Brasile, nella Cina Occidentale e nelle regioni dell'Asia
centrale. Anche i cambiamenti climatici e le migrazioni umane hanno
permesso la diffusione della malaria, al punto che la loro dimensione
globale ne rende oggi difficile il contenimento.
Livelli e cambiamenti nella prevalenza della malaria
tra il 1965 e il 1994, per zona climatica
| Clima predominante |
Indice malarico,
19651 |
Cambiamento medio,
1965-94 |
| Temperato |
0,2 |
-0,2 |
| Desertico |
27,8 |
-8,8 |
| Subtropicale |
61,7 |
-5,0 |
| Tropicale |
64,9 |
+0,5 |
| Fonte. John Luke Gallup e Jeffrey D.
Sachs, "The Economic Burden of Malaria", American Journal
of Tropical Medicine & Hygiene, genn/feb 2001 (supp.) |
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INDICE
> Il 40% della popolazione
mondiale è esposto al rischio
malaria
> Negli Ultimi anni la malaria sta
riguadagnando terreno
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