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Nonostante la malaria sia una delle malattie più
antiche, siamo ancora molto lontani dalla sua sconfitta definitiva.
CHE COS'È LA MALARIA
La malaria è una malattia febbrile ed acuta, diffusa dal morso
della zanzara Anophele femmina che è stata infettata dal parassita
malarico. È una infezione, dovuta a un protozoo, trasmessa
agli esseri umani attraverso la puntura delle zanzare di solito tra
il tramonto e l'alba.
La malaria umana è causata da quattro specie diverse di parassita
che prendono il nome collettivo di Plasmodium: P. Falciparum, P.
Vivax, P. Ovale, P. Malariae.
Due di essi sono molto comuni: il P. Falciparum è la
specie più aggressiva ed è in aumento a livello mondiale.
Si può trovare ovunque ma è più diffuso in Africa
e provoca spesso il decesso dovuto a coma o anemia. Il P. Falciparum
si sviluppa rapidamente nel corpo e i sintomi si manifestano di solito
entro due settimane.
Il P. Vivax è esteso in tutta l'Asia, l'Africa, il Medio
Oriente, l'Oceania e l'America; può provocare infezione e debilitare,
ma raramente uccide.
UN NEMICO DIFFICILE DA COMBATTERE
Il parassita della malaria non è un batterio e non è
un virus.
È una forma di vita di unicellulare sofisticata come le cellule
dei nostri corpi. È l'opposto delle nostre celle immunitarie:
passando da persona a persona tramite le punture delle zanzare il
parassita assume un "travestimento" diverso ad ogni infezione, evitando
il sistema immunitario della vittima e molte delle precedenti esperienze
malariche che questa può aver subito.
In breve, il parassita ha perfezionato il trucco, in milioni di anni
e trilioni di infezioni, di tendere imboscate tutte le volte, come
se fosse il primo attacco, per questo è difficile trovare un
vaccino.
Non tutti quelli che vengono infettati dal parassita si ammalano,
alcuni sono portatori sani. Una zanzara può succhiare sangue
da un portatore sano, ed alcune settimane più tardi, emettere
il parassita in un'altra persona che può essere più
vulnerabile.
Il Plasmodium Ovaleed il Plasmodium Vivaxpossono rimanere
quiescenti nel fegato per molti mesi. Ricadute delle malattie causate
dalla persistenza di parassiti nel fegato possono apparire dopo mesi
e, occasionalmente, fino a 4 anni dopo l'esposizione. Il parassita
incuba nel fegato, poi entra in circolazione nel sangue, dove invade
i globuli rossi e comincia a replicarsi, provocando la malattia e
provocando delle ricadute.
La febbre è il primo sintomo, è ciclica come i parassiti
che distruggono un gruppo di cellule del sangue sempre in maggior
numero rispetto al ciclo precedente, può arrivare fino a 41°C
(106°F). Dopo diverse ore la febbre crolla e insorgono i brividi.
Questo ciclo si ripete e dura da due a quattro giorni a seconda del
tipo di plasmodio. I sintomi comuni a tutte le forme di malaria sono:
brividi, febbre; cefalea violenta, dolori muscolari, splenomegalia
(ipertrofia della milza), anemia. Il tipico attacco prevede uno "stadio
freddo" (20-60 min.), con brividi violenti, seguito dallo "stadio
caldo" con febbre fino ai 42°C che dura 3/8 ore e infine uno "stadio
di sudorazione" con interruzione improvvisa della febbre.
Il Plasmodium Vivax provoca la febbre terzana benigna, il Plasmodium
Falciparum provoca la febbre quartana maligna, il Plasmodium
Malariae provoca la febbre quartana. (La denominazione "terzana"
o "quartana" si riferisce al numero dei giorni nei quali ricorre la
febbre).
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IL CICLO DI VITA DEL PARASSITA
I parassiti malarici si riproducono in due cicli evolutivi: uno nella
zanzara (fase sessuata), uno nell'uomo (fase asessuata). Nella zanzara
i parassiti, succhiati con il sangue dell'uomo, evolvono in microgametociti
(forme maschili) e macrogametociti (cellule uovo). Questi due elementi
si uniscono formando "anfionti", i quali divenuti "sporozoiti" nell'intestino
della zanzara-risalgono nelle ghiandole salivari e vengono inoculati
all'uomo attraverso la puntura (morso).
Nell'uomo ha luogo la fase asessuata di vita del parassita malarico:
gli sporozoiti (della grandezza di 15 micron) invadono i globuli rossi
trasformandosi in "trofozoiti" e in "merozoiti". Indi i globuli rossi
parassitati si rompono liberando merozoiti, i quali vanno a parassitare
altri globuli rossi.
Poiché ad ogni ciclo corrisponde un accesso febbrile, insorge
una febbre intermittente ogni tre o quattro giorni.
La terzana benigna, che ha un periodo di incubazione di 10-12 giorni,
mostra accessi febbrili ogni 48 ore. Ha spontaneamente una durata
di un paio di anni, e tende a recidivare con facilità.
La terzana maligna, che ha un periodo di incubazione di 8-12 giorni,
presenta accessi febbrili ogni 48 ore, ma la febbre è spesso
irregolare e può anche ricomparire ogni giorno. Comporta un'anemia
piuttosto intensa, con grave deperimento organico, e se non ben trattata
ha esito letale.
La quartana, che ha un periodo di incubazione di 20-30 giorni, mostra
accessi febbrili ogni 72 ore (1 accesso febbrile + 2 di non febbre);
tende a persistere molto a lungo e a recidivare.
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LE DIVERSE FORME DI MALARIA
La diagnosi delle singole forme si basa sull'esame dello "striscio"
di sangue (una goccia di sangue del paziente distesa sottilmente su
di un vetrino), che consente di rilevare e di caratterizzare il parassita.
La malaria cerebrale è la più devastante, è trasmessa
solo dal P. Falciparum. I globuli rossi del sangue infettati
dal parassita sono appiccicosi e possono agglutinare i capillari del
cervello. La vittima entra in coma, e se ne esce possono esserci danni
al cervello. La morte può colpire entro 24 ore dai primi sintomi
o in meno tempo di quello necessario per arrivare da un villaggio
ad una clinica. Quindi il migliore accesso alle cliniche è
essenziale alla sopravvivenza. Anche in clinica la morte è
probabile: le cliniche dei villaggi spesso hanno degli equipaggiamenti
inadeguati, molte non possiedono un microscopio che è essenziale
per la diagnosi della malaria. Se ci sono farmaci antimalarici, questi
spesso sono inutili perché i parassiti sono sempre di più
resistenti ai farmaci e spesso mancano le attrezzature sterili per
le endovenose che sono necessarie in caso di malaria cerebrale.
L' anemia è un altro pericolo: gli attacchi ciclici del parassita
sui globuli rossi possono causare la morte per la perdita di sangue.
Come ultima possibilità qualche volta la vittima viene trasfusa,
ma senza la possibilità di esaminare il sangue del donatore,
se questa sopravvive alla malaria, è fortunata se non contrae
altre malattie.
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UNA DIAGNOSI PRECOCE POTREBBE EVITARE
LA MAGGIOR PARTE DELLE MORTI
La diagnosi della malaria viene fatta tramite un esame del sangue
che indica anche il tipo di parassita presente e finché la
diagnosi non è confermata, non è possibile identificare
il tipo di malaria che ha il paziente. Nel caso della varietà
di P. Falciparum, il paziente può procedere a coma e
morte in pochi giorni.
La maggior parte delle morti per malaria potrebbe essere evitata attraverso
una diagnosi più precoce e un trattamento migliore. La situazione
della malaria va peggiorando in molte aree, e la prevenzione ed il
trattamento della malaria da P. Falciparum sta diventando più
difficile, perché la resistenza del parassita ai farmaci antimalarici
sta aumentando e diventando più diffusa geograficamente.
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I LUOGHI E I SOGGETTI PIÙ A
RISCHIO
In molti paesi dell'Asia, dell'area mediterranea orientale e del Sud
America dove c'è malaria, le aree urbane principali sono libere
dalla trasmissione della malattia, sebbene questo non sia necessariamente
vero nelle loro periferie o nelle aree urbane principali dell'Africa
e dell'India.
Mentre vi è comunemente molto meno rischio di contrarre la
malaria ad altezze superiori ai 1.500 metri, la malattia può
manifestarsi, in condizioni climatiche di caldo, fino ad altezze superiori
ai 3.000 metri. I1 rischio di infezioni può anche variare secondo
la stagione.
Le donne incinte sono la preda più facile della malaria. L'indebolimento
del sistema immunitario durante gravidanza rende l'infezione più
probabile, e l'anemia abituale in gravidanza dà al parassita
un mortale vantaggio. Queste hanno quattro volte di più la
probabilità di ammalarsi e la metà delle probabilità
di sopravvivere alla malaria cerebrale. Se sopravvivono spesso il
feto muore perché i farmaci e la febbre spesso provocano l'aborto
spontaneo.
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LA SEMI-IMMUNITÀ DIFENDE POCO
L'immunità protettiva non è conferita da un solo episodio
di malaria, ma per svilupparsi ha bisogno dell'esposizione continua
per circa 15 anni al parassita. Questa protezione cala inoltre se
una persona si allontana da un'area endemica per solo pochi mesi.
Di conseguenza, molti bambini che crescono in aree indigene sono esposti
quasi continuamente ai parassiti ma i loro livelli di immunità
non sono sufficienti e ciò dà luogo a un numero molto
alto di decessi.
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INDICE
> Che cos'è la malaria
> Un nemico difficile da combattere
> Il ciclo di vita del parassita
> Le diverse forme di malaria
> Una diagnosi precoce potrebbe
evitare la mggior parte dei morti
> I luoghi e i soggetti più a
rischio
> La semi-immunità difende poco
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