LA MALARIA
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Per noi questi non sono dati e statistiche. Sono persone, volti conosciuti, realtà drammatiche che abbiamo toccato con mano in anni di attività in Africa.
Bisogna esserci stati per sapere che cos'è un attacco di malaria: vedere gli amici febbricitanti, scossi dai brividi, sapere che si curano con medicine inutili, mentre tu hai quelle efficaci e a qualcuno riesci a darle, ma non ne hai per tutti...
Non possiamo più accettare di vedere gente soffrire così, nell'indifferenza e nel silenzio di chi potrebbe e dovrebbe fare qualcosa.


CHE COS'È STOPMALARIA
Stopmalaria si propone di sconfiggere la malaria. È un atto di ribellione, è una sfida alla rassegnazione, all'impotenza e alla logica per cui chi non può pagare muore. È una campagna di lotta, fatta di denuncia e di intervento concreto.
A differenza dell'OMS, che sta realizzando la campagna Rollback Malaria con il solo intento di "far retrocedere la malaria", noi crediamo che sia possibile combattere questa malattia a fondo, fino a renderla curabile per tutti e, infine, a debellarla completamente.
Nel mondo di oggi esistono i mezzi e le capacità per farlo. Quello che manca è la volontà politica di mettere in discussione l'assetto economico del pianeta, lo strapotere delle multinazionali farmaceutiche, la dittatura di FMI e Banca Mondiale. Rollback Malaria è una campagna fondata sulla menzogna perché si pone di fronte a questa malattia come se essa fosse una calamità per la quale non ci sono responsabili. Dà per scontata l'esistenza della malaria (così come quella della povertà) e accetta il fatto che non sia possibile renderla pienamente curabile né, tantomeno, eliminarla del tutto, perché non mette in discussione lo schema di potere e il modello economico dominanti.

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LA DENUNCIA
Stopmalaria è impegnata, in Europa e in Africa, a far emergere dal silenzio questa strage dimenticata. Vuole sensibilizzare l'opinione pubblica sulla gravità del problema e denunciarne i responsabili, con l'obiettivo di generare una grande ondata di protesta e di pressione sulle istituzioni, nazionali e internazionali, affinché si impegnino a fondo per combattere questa malattia.
La responsabilità dei Paesi ricchi e degli organismi internazionali:
la malaria colpisce paesi impoveriti dalle multinazionali e strangolati dal debito estero. La restituzione di un debito di 250 miliardi di dollari sottrae all'Africa risorse che potrebbero essere impiegate nella lotta alla povertà e alle malattie, ma il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e i paesi ricchi non mostrano un'autentica intenzione di cancellare il debito. Sebbene l'ONU abbia proclamato il periodo 2001-2010 il decennio per combattere la malaria nei paesi in via di sviluppo, l'impegno effettivo dei paesi ricchi, non interessati direttamente dal problema, non corrisponde affatto all'intenzione dichiarata.
La responsabilità delle case farmaceutiche:
non investono nella prevenzione e nella cura della malaria perché non considerano i paesi poveri un mercato redditizio e, cinicamente, privilegiano i prodotti destinati all'Occidente. A causa di questo disinteresse non si è ancora arrivati a mettere a punto un vaccino valido. Le case farmaceutiche, inoltre, mantengono a livelli europei il prezzo dei farmaci più efficaci, negandone di fatto l'accesso a popolazioni che vivono con meno di un dollaro al giorno.
La responsabilità dei governi africani:
antepongono il pagamento del debito estero e gli interessi privati alla salute dei loro popoli. Per questo includono nei protocolli nazionali i farmaci meno costosi, pur conoscendo la loro inefficacia e non fanno nulla per migliorare la disastrosa situazione igienico-sanitaria dei loro paesi.

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L'INTERVENTO CONCRETO IN AFRICA

Obiettivi:

Attivare il tessuto sociale nella messa in atto di risposte autonome ai problemi relativi alla salute, stimolando l'auto-organizzazione della popolazione.
Dotare la popolazione di elementi formativi sul tema della prevenzione che stimolino l'assunzione di nuovi stili di comportamento rispetto all'igiene personale e ambientale.
Facilitare l'acquisto o la fabbricazione di zanzariere.
Permettere l'accesso a farmaci efficaci, creando dispensari per la loro distribuzione a basso costo.
Realizzare localmente esperienze positive che, poi, fungano da modello per altre realtà locali e permettano l'allargamento "a macchia d'olio" della campagna.
Creare un movimento di pressione popolare che obblighi i governi locali a impegnarsi a fondo per la soluzione dei problemi ambientali e sanitari collegati alla malaria.

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LA FORMA ORGANIZZATIVA

L'Auto organizzazione

La forma organizzativa che adottiamo nella campagna Stopmalaria è quella dell'auto-organizzazione: è la comunità di un villaggio o di un quartiere che si organizza per rispondere alle esigenze e risolvere i problemi sentiti da tutti, facendosi carico di ogni aspetto dell'iniziativa. Pur essendo appoggiata dall'Italia con fondi e materiali, la campagna non è un regalo giunto dall'esterno, ma si basa sul coinvolgimento della popolazione ed è guidata da gente del posto.
Essa aspira inoltre a coinvolgere e abilitare altre persone, per potersi estendere a luoghi diversi da quelli in cui è cominciata, in una moltiplicazione inarrestabile: per questo è fondamentale creare strutture umane che continuino ed espandano il lavoro, aggiungendosi ai promotori.

La Reciprocità
Un'altra caratteristica della campagna Stopmalaria è quella della reciprocità: chi riceve aiuto si impegna a sua volta a darlo ad altri, in svariate forme, superando la passività e l'attesa che la soluzione dei propri problemi arrivi dall'esterno e impegnandosi invece in prima persona, da protagonista.
Oltre ai risultati concreti (per esempio, l'installazione di zanzariere in tutte le case di un villaggio o di un quartiere), diamo molta importanza al cambiamento delle persone e della loro mentalità: realizzare una cosa mai fatta prima e magari ritenuta inutile o impossibile e constatare i vantaggi che invece comporta alimenta la speranza, la fiducia nelle proprie capacità e la scoperta di un senso che vada al di là dei risultati concreti e immediati e aiuti nei momenti di difficoltà e scoraggiamento.

Reti di volontari: uno strumento indispensabile
Esistono già mezzi efficaci e poco costosi di prevenzione che potrebbero ridurre sensibilmente l'incidenza della malaria sulla popolazione, ma bisogna trovare il modo di metterli a disposizione di tutte le famiglie. Per questo il primo passo della nostra campagna è la creazione di una rete di volontari locali che si faccia carico di questo compito.

Formazione dei volontari
Attraverso il coinvolgimento di operatori sanitari locali, i gruppi di volontari ricevono una formazione sanitaria di base che sarà trasmessa alle famiglie casa per casa.

Sensibilizzazione delle comunità
Sensibilizzazione delle comunità sui comportamenti per prevenire la malaria e riconoscere tempestivamente i sintomi della malaria. In molto casi la malaria è curabile, se si interviene in tempo.
Censimento della popolazione, attraverso un'inchiesta allo scopo di determinare il numero di bambini e di donne incinte.

Una zanzariera per proteggere i più deboli
Distribuzione su larga scala di zanzariere impregnate d'insetticida, dando la priorità ai bambini e alle donne incinte.
Monitoraggio del corretto utilizzo delle zanzariere attraverso visite periodiche alle famiglie.

Un ambiente più sano
Coinvolgimento delle comunità in attività per il miglioramento della situazione ambientale (pulizia periodica del quartiere o del villaggio, eliminazione delle acque stagnanti, protezione delle case dagli insetti ecc..).

Accesso ai farmaci
Creazione, soprattutto nelle zone rurali, di dispensari per la distribuzione di farmaci efficaci a prezzo ridotto.

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LA SITUAZIONE ATTUALE
La campagna interessa attualmente le città principali e numerosi villaggi in: Benin, Burkina Faso, Camerun, Gambia, Guinea Conacry, Kenya, Liberia, Mali, Niger, Senegal, Togo, Uganda e Zambia.
Si è formata una rete di 10.000 volontari, che hanno già impartito la formazione sanitaria di base a un numero globale di oltre 100.000 persone.
Sono stati aperti 8 dispensari di medicinali a basso costo e sono state distribuite le prime 3.000 zanzariere a protezione delle categorie ad alto rischio (bambini e donne incinte).
La campagna è in continua espansione, si estende ai quartieri e ai villaggi limitrofi a quelli in cui è già in corso con una dinamica "a macchia d'olio" e ogni giorno si avvicinano nuovi gruppi autorganizzati e associazioni di base che chiedono di partecipare.

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LA STORIA DELLA CAMPAGNA
Stopmalaria nasce nel 2001 con un'iniziativa di pressione sull'Unione Europea, realizzata attraverso l'invio massivo di e-mail, per l'approvazione di due risoluzioni: la Com(2000) 585 del 20/09/00 e la Com(2001) 96 denominate rispettivamente: "Azione accelerata di lotta contro le principali malattie trasmissibili nel quadro di riduzione della povertà" e "Programma d'azione: Azione accelerata di lotta contro l'HIV/AIDS, la malaria e la tubercolosi nel quadro di riduzione della povertà". Le due risoluzioni sono state approvate dal Parlamento Europeo.
Nel 2002 comincia la realizzazione di progetti concreti in alcuni paesi in cui la malaria è endemica: Burkina Faso, Senegal e Togo.
Nel settembre 2003 si realizza a Milano il primo Festival Stopmalaria: un'iniziativa di diffusione, denuncia e raccolta fondi per l'acquisto di zanzariere in appoggio ai progetti in Africa.
Nel corso del 2003 la campagna in Burkina Faso, Senegal e Togo arriva a interessare le città principali e una trentina di villaggi. Si crea una rete di 5000 volontari, si aprono 8 dispensari di medicinali a basso costo e comincia la distribuzione delle zanzariere.
Nel 2004 la campagna si estende a livello internazionale, sia in Europa con la partecipazione di associazioni Olandesi e Svizzere, che nel resto del mondo, con la messa in marcia di attività anche in Benin, Camerun, Gambia, Guinea Conacry, Kenya, Liberia, Mali, Niger, Uganda e Zambia.

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