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Sebbene l'ONU abbia proclamato il periodo 2001-2010 il decennio per combattere la malaria nei paesi in via di sviluppo, l'impegno effettivo dei paesi membri mostra tutt'altre intenzioni.
Kofi Annan ha calcolato in 8 miliardi di dollari all'anno il denaro necessario per il fondo mondiale contro AIDS, tubercolosi e malaria, istituito durante il vertice del G8 a Genova.
Per il momento i paesi più ricchi del mondo hanno promesso soltanto 1,9 miliardi di dollari, da dividere su tre anni.


LE STRATEGIE INTERNAZIONALI DI LOTTA ALLA MALARIA

L'APPROCCIO DEL MESSICO
Per i paesi colpiti dalla malaria, un esempio importante utile tenere in considerazione indipendentemente dalle origini della malaria che siano di tipo ambientale, economico o sociale, è sicuramente l'approccio di controllo adottato dal Messico, che si basa sul coinvolgimento della popolazione sulla prevenzione, sulla cura personalizzata e sull'uso di farmaci a bassa tossicità prima di qualsiasi altro trattamento.
Si consideri che solo alla metà del 1900 ogni anno 2,4 milioni di persone si ammalavano di malaria. All'inizio degli anni '60 i casi erano 20.000 l'anno. Le misure adottate con la Campagna nazionale per l'eradicazione iniziò nel 55 e durò fino all'inizio degli anni 60 con l'impiego del DDT. Anche se non si ottennero i risultati sperati i casi annuali si abbassarono a 20.000 e fu eliminato il parassita più pericoloso il P. Falciparium. Nel '90 l'uso del DDT divenne un problema nazionale per gli alti livelli di sostanze inquinanti registrate in agricoltura e addirittura nel latte materno. Furono allora introdotte diverse strategie per il controllo delle zanzare migliorando la pianificazione degli obiettivi, diminuendo l'uso di DDT sostituendolo con altri insetticidi piretroidi meno persistenti. Altre tecniche per la gestione ambientale previdero la rimozione delle pozze d'acqua e misure per la protezione personale.

Ad oggi in Messico la malaria è confinata solo in alcune zone del Pacifico, ed è stato raggiunto l'obiettivo di eliminare completamente il DDT. Dal 1982 non si registra più nessun caso mortale di malaria.

Uno dei punti chiave del buon esito di questa esperienza è stata la gestione ambientale insieme ad altri strumenti: l'impiego di larvicidi, una regolare manutenzione della vegetazione, il drenaggio delle acque stagnanti, regolari screening nazionali e il costante monitoraggio dei possibili siti favorevoli alle larve.

Le strategie hanno funzionato grazie anche ad una vasta gamma di esperti scesi in campo: medici specialisti in "malariologia", ecologi, entomologi ecc. Inoltre ha contribuito il continuo coinvolgimento delle comunità, che ha permesso il permanente controllo dell'andamento della malattia e degli impatti ambientali prodotti dalle misure adottate, permettendo l'introduzione di soluzioni "su misura".

Per combattere questa minaccia oltre ai soldi occorrono la volontà politica, una cooperazione concertata a livello internazionale e un cambiamento di mentalità: bisogna arrivare a considerare la salute umana e quella ambientale come intimamente intrecciate sia su scala locale che globale. Entrare in questa ottica è il passaggio più difficile, ma è anche l'unica opportunità per dominare la malaria.

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LE ZANZARIERE IMPREGNATE COME ALTERNATIVA AL DDT
Dal momento che l'applicazione di insetticidi come il DDT è inadatta e ormai messo al bando da gran parte del mondo, diventano assolutamente indispensabili rimedi alternativi.

In questo senso un rimedio molto valido è l'uso di zanzariere trattate con insetticidi piretroidi abbastanza resistenti ma poco tossici, come la deltametrina o la permetrina: in alcune zone del Burkina Faso, del Ciad, del Mali, del Senegal e del Gambia stanno diventando uno degli accessori domestici più comuni.

Le zanzariere da letto riducono le potenzialità di diffusione della malaria perché l'anofele di solito si nutre proprio nelle ore serali notturne. Inoltre gli individui già infetti possono mantenere entro livelli contenuti il numero dei parassiti nel sangue, ed anche chi dorme nelle vicinanze di una zanzariera ne riceve un beneficio preventivo.

Ma dal momento che sono molti coloro che non possono permettersi di acquistarne una, oggi come oggi i programmi più efficaci tendono a modulare le varie soluzioni in base alle condizioni locali che via via si presentano: le misure più comuni consistono nella regolamentazione dei farmaci, in una migliore gestione ambientale, nel consolidamento dei sistemi sanitari ed in un uso appropriato dei metodi per il controllo dei vettori e per la protezione personale.

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LA NECESSITÀ DI NUOVE STRATEGIE PER INTERVENTI SANITARI E AMBIENTALI COMBINATI
Qualora si impiegasse un sistema combinato di zanzariere con un monitoraggio sanitario, con un risanamento degli habitat e, in ultimo, con un'applicazione diretta di insetticidi, si potrebbe ridurre notevolmente il tasso di mortalità.

Se nel controllo della malattia non si vogliono vanificare gli sforzi, un primo passo è proprio far pressione sui politici affinché vengano abolite le tasse sulle zanzariere e sugli insetticidi: dal momento che hanno un rapporto costo-efficacia pari a quello delle vaccinazioni dei bambini, dovrebbero esser distribuiti dappertutto gratuitamente o a prezzo ridotto, come avviene ad esempio in stati quali la Cina, il Vietnam o lo Zambia.

Inoltre, poiché l'acqua utilizzata per l'irrigazione ed il consumo umano riveste un ruolo decisivo quale veicolo della malaria, si dovrebbe curare maggiormente la manutenzione delle condutture, come è avvenuto ad esempio in Namibia, e progettare coperture più adatte alle cisterne d'acqua, come a Chennai (India).

Poi si potrebbero costruire le dighe, lontane dai centri abitati, e monitorare costantemente i livelli dell'acqua. Per eliminare i focolai di larve, di tanto in tanto si dovrebbero prosciugare le risaie.

Un'altra promettente strada è la ricerca di insettifughi naturali: in Africa i ricercatori hanno già identificato almeno una dozzina di piante che contengono insetticidi naturali. I paesi ricchi devono investire quanto più possibile in questi programmi di ricerca e di assistenza.

Per far comprendere l'importanza della diagnosi e della cura della malattia, è fondamentale anche una crescita dell'istruzione pubblica: per esempio nella regione del Tigri (Etiopia settentrionale) nel 1992 alcune madri organizzarono un network educativo per insegnare alle altre madri come diagnosticare e curare la malattia stessa.

Anche gli operatori che lavorano in prima linea dispensando medicine dovrebbero poter accedere ad aggiornamenti ed informazioni migliori sull'efficacia e sulla diffusione dei parassiti resistenti ai trattamenti. In questo senso i ricercatori di Kenia, Ruanda, Tanzania ed Uganda hanno fondato la "East Africa Network for Monitoring Antimalarian Treatment".

Dal momento che spesso i bambini sviluppano forme di malaria acute e non riescono ad ottenere le cure ospedaliere per tempo, un altro strumento importante per proteggerli sono le supposte di artemisinina.

Nei programmi di assistenza prenatale già esistenti, si potrebbero inserire cicli di sedute per la somministrazione regolare di medicinali e la fornitura di zanzariere. Negli ultimi anni i ricercatori della Tanzania, ad esempio, hanno varato un programma per la distribuzione di antimalarici durante le vaccinazioni di routine.

Purtroppo però oggi come oggi la scarsità dei fondi continua ad essere uno degli ostacoli maggiori visto che le aziende farmaceutiche ignorano quasi completamente la ricerca sulla malaria, considerandola un investimento economico senza ritorno.

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STRATEGIE ESSENZIALI PER IL TRATTAMENTO DELLA MALARIA
Impiegare gli strumenti meno costosi e più facili da usare.
Abolire le cosiddette "tasse sulla malaria" e distribuire zanzariere da letto trattate con insetticida.;
Finanziare la ricerca sulla dimensione ambientale della malaria.
Finanziare progetti dimostrativi sulle strategie di gestione integrata dei vettori.
Provvedere all'assistenza finanziaria nei paesi più poveri.
Incentivare partnership "pubblico-privato" per raggiungere la popolazione.
Usare diagnosi e trattamenti più mirati.
Rallentare la resistenza ai farmaci.
Inserire il trattamento della malaria nei programmi già esistenti.
Investire nello sviluppo e nella distribuzione di farmaci antimalarici e di terapie combinate.

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 INDICE
 > L'approccio del Messico
 > Le zanzariere impregnate come
    alternativa al DDT

 > La necessità di interventi sanitari
    e ambientali combinati

 > Strategie essenziali per il
     trattamento della malaria